FONDO PENSIONE

Il sistema pensionistico italiano ha subito numerose revisioni negli ultimi 30 anni, la più importante delle quali riguarda il graduale passaggio dal calcolo retributivo dell’assegno pensionistico a quello contributivo.

Cosa vuol dire? In breve, significa che la pensione non viene più determinata sulla base dell’ultima retribuzione percepita - tipicamente al culmine della carriera, con uno stipendio, in genere, più alto rispetto ai primi anni di lavoro - ma sulla base dei contributi versati nel corso dell’intera vita lavorativa.

cosa sono i fondi pensione

Ci sono due categorie di fondi: chiusi e aperti. I fondi pensione chiusi sono legati al contratto collettivo di lavoro e ogni settore ha il suo fondo. Un lavoratore dipendente, se vi aderisce, per poter avere il contributo del datore di lavoro deve sottoscrivere quello del suo settore: proprio per questo vengono chiamati anche fondi di categoria. I fondi pensione aperti sono invece destinati a tutti: lavoratori dipendenti e autonomi.

si pagano meno tasse

Con i fondi pensione puoi anche pagare meno tasse: i contributi versati nel fondo (qualsiasi fondo) sono, infatti, deducibili per un importo massimo annuo di 5.164,57 euro (si tiene conto dei tuoi versamenti più quelli del datore di lavoro, non il Tfr). Abbattono il reddito imponibile e, quindi, le tasse che paghi anno dopo anno. È un risparmio non da poco. Se versi il massimo deducibile di 5.164,57 euro e hai 70.000 euro di stipendio lordo, risparmi ben 2.117 euro di tasse ogni anno, pari al 41% di quanto versato. Anche se, però, versi solo 100 e hai uno stipendio di 20.000, il risparmio è comunque del 27% (versando 100 euro, ne risparmi 27 in tasse). Non male.

Anche al momento della pensione, poi, avrai una tassazione privilegiata. Sui versamenti per i quali hai goduto della deducibilità pagherai un’aliquota compresa tra il 9% e il 15%, quindi più bassa rispetto all’aliquota con cui viene tassata la liquidazione lasciata in azienda, che nel migliore dei casi è pari al 23%, ma può arrivare fino al 43%.

non devi fare praticamente nulla

Aderendo a un fondo, tu devi fare molto poco. Se sei un dipendente ci pensa l’azienda a prelevare dallo stipendio i soldi e ti ritrovi in automatico i risparmi fiscali. Se aderisci a un fondo aperto devi solo ricordarti di fare tu il versamento periodico – ma puoi impostare con la banca il pagamento automatico del bonifico e non pensarci più. Inoltre i versamenti nel fondo aperto ti compaiono nel 730 precompliato. Infine, a investire i tuoi versamenti ci pensa il fondo, non devi preoccuparti di studiare dove mettere i tuoi soldi ogni mese.

documentazione necessaria:

lato aderente

  • documento identità in corso di validità (copia fronte/retro) con indicazione mail e cellulare per future comunicazioni

  • data 1^ occupazione

  • tipologia aderente (autonomo, dipendente tempo determinato/indeterminato)

  • presenza eventuali altri fondi pensione (nel caso tipologia e manifestare volontà al loro trasferimento nel nuovo)

  • stato civile

  • titolo di studio

  • eventuali eredi da designare se diversi da quelli legittimi (per esempio la compagna in caso di convivenza senza matrimonio)

  • iban sul quale addebitare eventuali versamenti volontari ricorrenti e loro frequenza (mensile, trimestrale, semestrale o annuale)

lato azienda

  • anagrafica azienda completa di telefono, mail, pec, forma giuridica (snc/sas/srl/spa/ ditta individuale)

  • numero dipendenti

  • frequenza versamento (mensile, trimestrale, semestrale, annuale)

  • eventuale riferimento gestore esterno per il fondo pensione (p.e. studio paghe)

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